Across the universe of…words

Viaggio nell’universo delle “parole” per gli alunni della classe 3 O di inglese potenziato del plesso Brigida. Guidati dalle loro docenti di inglese e italiano, proff. Del Vecchio e Di Santo, i ragazzi hanno scoperto il valore intrinseco delle parole lungo un percorso nello spazio e nel tempo. Studiando la storia dello sviluppo della lingua inglese come la conosciamo oggi, si sono resi conto dei vari influssi linguistici a partire dalle antiche lingue celtiche (il suffisso –ing dei tempi progressivi è proprio di eredità celtica), gli influssi delle lingue scandinave (il prefisso sk- in parole come skin o sky), e la grande eredità linguistica lasciata dai Romani durante i quattro secoli di colonizzazione delle isole britanniche e maggiormente durante l’Umanesimo e il Rinascimento, fino a tempi relativamente più recenti, l’epoca vittoriana, quando nella lingua inglese entrarono vocaboli provenienti da varie colonie britanniche (shampoo, jungle, pyjamas dall’India, safari, vodoo dall’Africa, kiosk, coffee dalla Turchia, tea dalla Cina, solo per citarne alcuni). Ma la vera scoperta è stata conoscere colui che è considerato il padre della lingua inglese moderna, William Shakespeare. I ragazzi hanno appreso come tante delle espressioni “create” dal grande poeta e drammaturgo siano entrate a pieno diritto nella lingua inglese quotidiana diventando espressioni di uso molto comune, con quell’arguzia e quella ironia tipiche del bardo, e siano molto attuali a distanza di più di 400 anni. La famosa frase idiomatica “Break the ice” (che usiamo anche in italiano per dire che si supera un momento iniziale di “freddezza” nelle relazioni interpersonali) è proprio di derivazione Shakespeariana, e fu usata nella commedia “La Bisbetica domata” (The taming of the shrew) quando Tranio dice a Petruccio di “rompere il ghiaccio” con Caterina per cominciare a corteggiarla (in realtà c’è anche il significato metaforico che la “bisbetica” Caterina è fredda come il ghiaccio); o l’espressione “Green eyed monster” il “mostro dagli occhi verdi” con cui Shakespeare definisce la gelosia di Otello (Othello) e che ancora oggi è una metafora comunemente usata nel linguaggio quotidiano.

Il percorso di approfondimento lessicale si è svolto anche in forma ludico-competitiva nella scoperta di nuovi vocaboli composti partendo da vocaboli già conosciuti (Which noun can you add to a sequence of already-known words to form new single-word nouns or two-words nouns?)- aggiungendo ad esempio il vocabolo “card” alla sequenza di vocaboli board, Christmas, credit, score.

La tappa più ambiziosa in questo viaggio di scoperta nell’universo delle parole è stata l’analisi testuale in lingua inglese di alcune canzoni sul tema dell’amore, tematica scelta dagli stessi alunni e sviluppata sia in italiano che in inglese, seguendo percorsi diversi. 

Nelle ore d’italiano, per favorire il processo dell’esposizione orale di un tema tanto “sentito” dai giovani studenti, si è deciso di dar vita ad un debate (simulando le figure degli oratori e del moderatore , rispettando tempi d’esposizione e delle repliche). Dopo la fase di documentazione (selezione di canzoni, brani letterari e poetici, forme d’arte grafico/pittorica), gli allievi hanno simulato un dibattito sull’amore come esperienza positiva o negativa e questionato  sulle diverse forme in cui possono manifestarsi i sentimenti: dalle passioni personali alle amicizie, dalla famiglia   ai rapporti interpersonali. Il focus del debate sono stati i sentimenti contrastanti e vari che emergono certamente nelle opere degli autori, ma che fanno parte della vita di ciascun individuo e la cui gestione è fondamentale per una positiva socializzazione. 

Nel percorso svolto in lingua inglese sulle canzoni, gli alunni hanno scoperto il significato di un’analisi nei suoi aspetti diversi, da quello prettamente contenutistico (main theme or issues) ai nuclei informativi (analysis of the context and of the songwriter’s background), ai meccanismi linguistici e stilistici (semantic and sound analysis of the lyrics), agli arrangiamenti musicali, evidenziando in modo personale e profondo le emozioni suscitate dall’ascolto dei versi della canzone. Molto belle le analisi fatte sui testi “All of me” di John Legend, “Next to me” della band Imagine Dragons, “Diamonds” di Rihanna , “Let her go” del cantautore inglese Passenger, solo per citarne alcune.  Esaminando i testi da un livello più immediato e superficiale ad uno più profondo, hanno evidenziato capacità riflessiva ed espressiva e una marcata sensibilità malgrado la loro giovane età, dando voce alle loro emozioni e sentimenti. 

Dobbiamo avere sempre fiducia nei nostri studenti perché sono davvero degli scrigni pieni di risorse!

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