Foodscape in NYC – percorso gastronomico a New York city

Lezione di civiltà americana per i ragazzi della 3 O del plesso Brigida presso l’Istituto di istruzione secondaria Boccardi. La lezione è stata tenuta da Peter Skasny, stagista americano Fulbright e assistente di storia nello Staten Island College, in Italia dallo scorso ottobre.

Mr Skasny ha presentato una lezione basata su un percorso gastronomico legato alla realtà di melting pot che è oggi New York (lui è originario proprio di New York) con riferimenti ai primi flussi migratori oltre oceano a partire dalla metà del XIX secolo e provenienti in particolare dall’Italia e dall’Europa dell’est. Ha evidenziato come gli italiani cambiarono il modo di mangiare dei cittadini americani, non abituati ad un’alimentazione basata su frutta e verdura, che molti immigrati italiani vendevano per strada, o su prodotti tipici della nostra cultura alimentare come l’olio di oliva, i pomodori e l’aglio, visti all’inizio con diffidenza ma che poi diventarono prodotti alimentari basilari anche della cucina americana, sebbene la pizza e gli spaghetti con polpette di carne siano stati “americanizzati”, come ha sottolineato Peter. Dall’Italia è poi passato alla cucina cinese portata dal gran numero di immigrati cinesi a NYC e a quella ebraica (a New York c’è la più vasta comunità di ebrei dopo Israele). The Jewish Deli (specialità tipiche della cucina ebraica) ha la stessa importanza gastronomica delle pizzerie e dei ristoranti italiani a New York. L’itinerario gastronomico (foodscape) ha avuto come tappe anche Katz’s Delicatessen, tavola calda con servizio particolarmente eccentrico che serve enormi panini dal 1888, e che è ormai diventato un’icona nonostante i prezzi elevati e l’atmosfera da Disney World, e il cibo classico venduto per strada, hot dogs e soft pretzels (di cui bisogna chiedere sempre in anticipo il prezzo- mai pagare più di $2 per un hot dog, a meno che non sia un Nathan’s hot dog, particolarmente gustoso, per cui anche $4 sono ok!). La presentazione culturale-gastronomica si è conclusa evidenziando l’aspetto cosmopolita soprattutto del distretto del Queens (NYC è formata da 5 distretti), che è l’area culturalmente più differenziata del mondo e dove, ad oggi, si parlano più di 800 lingue diverse, per cui anche l’offerta culinaria non può che essere differenziata.

(Angela Del Vecchio)

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