L’incontro con la realtà diventa un compito avvincente per gli alunni della II H e della III G.

È una scuola aperta al contatto con la realtà esterna quella che, il sedici maggio, ha incontrato due ospiti e un’operatrice della comunità “Il Noce” di Termoli.
Grazie all’adesione a “Interferenze”, un progetto di cinema nelle scuole,  che si è proposto la finalità di promozione di una cultura di solidarietà e di sensibilizzazione su tematiche di rilevanza sociale, gli alunni delle classi II sez. H e terza sez. G del plesso “Albert Schweitzer” hanno avuto opportunità di vivere un secondo incontro con persone che hanno narrato il difficile percorso affrontato per eliminare la dipendenza che aveva tolto loro la libertà.
In quest’occasione, la scuola è stata il luogo in cui la relazione con l’altro spinge alla riflessione che fa crescere, che avvicina a mondi diversi, pieni, densi di un’umanità che, riacquistata la propria forza, desidera comunicarla ai giovani per essere utile, per indicare una via che li mantenga lontani dai pericoli.
Un primo appuntamento si era già svolto il cinque ottobre e i ragazzi, gli stessi, agli ospiti di quel precedente
e altrettanto emozionante incontro, avevano promesso di rappresentare la tematica della dipendenza con dei
lavori creativi.
Ad essi si sono dedicati con serietà e, dando fede al loro impegno, li hanno introdotti e mostrati ai nuovi
ospiti, gestendo autonomamente l’evento. Per mezzo di due filmati, un fumetto e una canzone hanno saputo
dare una la loro interpretazione del fenomeno della dipendenza da sostanze, dalla tecnologia e da affetti
negativi.
Attraverso la partecipazione al progetto “Interferenze”, gli allievi hanno sviluppato parte di un’unità di
apprendimento interdisciplinare sul tema della tutela della salute, raggiungendo importanti traguardi
educativo – didattici di cittadinanza.
L’attivazione di esperienze laboratoriali e di occasioni di dibattito, la visione del film “Il più grande sogno” e
la riflessione relativa ad esso hanno reso il percorso particolarmente motivante per i ragazzi, i quali hanno
saputo gestire il loro compito di realtà utilizzando il sapere, mobilitando abilità e, soprattutto, combinando in
modo originale dimensioni cognitive, motivazionali e socio-affettive.

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